Ne memoria pereat - Presentazione dei restauri di materiale archivistico e librario della Diocesi di Città di Castello

 

 

 

Manifestazione 28 aprile 2015

 

L’attività conservativa della Soprintendenza archivistica per l’Umbria prese avvio proprio a Città di Castello, con finanziamenti ottenuti con legge 363/84, con i quali si realizzarono la microfilmatura di 57 registri di “Riformanze” dell’archivio storico comunale. Era il 1990 e iniziava quella collaborazione che progressivamente si è sviluppata con gli enti pubblici, privati ed ecclesiastici del territorio umbro in materia di tutela del patrimonio archivistico.

Ne è testimonianza particolarmente significativa il restauro realizzato sull’antichissima documentazione presente negli archivi della Curia vescovile di Città di Castello.

La Curia vescovile, che ha particolare attenzione per i propri archivi, ha garantito una sede idonea per una buona conservazione e adatta a rispondere alle numerose richieste di consultazione presentate da studiosi locali e internazionali, in particolare per la serie "Atti della Curia Vescovile", che si compone di registri pergamenacei di grande formato. Questo importante patrimonio è conservato in alcuni locali spaziosi e bene illuminati, collegati con quelli della biblioteca "Storti-Guerri" di proprietà del seminario. I depositi sono arredati con scaffalature metalliche, i valori dell'umidità relativa e della temperatura nei depositi sono buoni e l'installazione delle apparecchiature per il controllo elettronico è conforme alla normativa.

La precarietà delle legature e dei supporti rendeva rischiosa la consultazione, per questo motivo la Soprintendenza archivistica propose, nel rispetto delle norme, di curare un intervento che prevedesse sia il restauro sia la microfilmatura di sicurezza del materiale antico di assoluto pregio. Il progetto venne approvato e finanziato in due diversi momenti: la prima parte con assegnazione nel bilancio 2000 e la seconda nel 2004. Nel 2000 il Ministero per i beni e le attività culturali assegnò alla Soprintendenza, per il restauro dei suddetti documenti, la somma di £. 30.000.000 e per la riproduzione di sicurezza del fondo diplomatico £. 6.000.000. L’opera è poi continuata grazie alla volontà e l’impegno di Mons. Beniamino Schivo e Monsignor Alberto Ferri, responsabili dell’archivio (ora l’incarico è affidato a don Andrea Czortek), che hanno continuato nell’opera di risanamento dei pezzi maggiormente deteriorati.

Si è trattato di interventi scrupolosi, con risultati di assoluta soddisfazione, in piena conformità del ruolo di tutela dei beni culturali, diretti ad impedire che i beni potessero degradarsi nella loro struttura fisica e quindi nel loro contenuto culturale. Contemporaneamente agli interventi di restauro la Soprintendenza archivistica ha programmato e realizzato gli interventi di schedatura, riordinamento e inventariazione di gran parte delle carte dei fondi archivistici della Diocesi di Città di Castello.

Il giorno 28 aprile 2015 si vuol dar conto, con una mostra di pezzi archivistici restaurati, dello sforzo sin qui compiuto nella conservazione del patrimonio documentario diocesano.


 

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Registro manoscritto n. 15, serie Memorie tifernate - Annali istorici, storie di quasi cento famiglie di Città di Castello, 1680-1740 Città di Castello, archivio storico diocesano

 

18 memorie tifernate 055 Registro manoscritto n. 18, serie Memorie tifernate - Annali istorici, storie di quasi cento famiglie di Città di Castello, 1680-1740 Città di Castello, archivio storico diocesano

 

  19 memorie tifernate 058

Registro manoscritto n. 18, serie Memorie tifernate - Annali istorici, storie di quasi cento famiglie di Città di Castello, 1680-1740 Città di Castello, archivio storico diocesano